Orologi & Passioni

Informazioni su un cronografo Minerva militare: il “phonotelemeter”

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    Ricercando tra gli strumenti d’orologeria prodotti dalla Minerva per uso militare, mi ha incuriosito questo “pnonotelemeter” o fonotelemetro che, come i più comuni cronografi con scala telemetrica, veniva usato per calcolare la distanza di un evento luminoso, seguito da un rumore, sulla base della differenza di velocità di propagazione delle onde sonore rispetto alla luce.

    Nell’ultima guerra era usato per calcolare la distanza delle artiglierie nemiche: ad esempio, si faceva partire il cronografo all’apparire della fiammata del cannone e lo si arrestava nel momento in cui si percepiva il rombo.
    La posizione della lancetta centrale del cronografo, nell’esempio citato, indicava direttamente, sulla scala, a quale distanza era posto il cannone delle batterie nemiche.

    Il fonotelemetro della Minerva, costruito sulla base del cronografo da tasca con calibro 19-9Ch presenta un quadrante in smalto con scala telemetrica con valori da 1000 a 20.000 metri e suddivisioni di 500 e 100 metri; è presente, inoltre, un contaminuti ad arco di cerchio fino a 10 minuti.
    Fin qui nulla di particolarmente diverso dagli altri cronografi… ma, curiosamente, la pista dei minuti e dei secondi presenta una disposizione “capovolta” (per cui, ad ore 6 è indicata la cifra 60 mentre ad ore 12 è presente la cifra 30).

    Queste sono le foto dei due esemplari trovate in rete.

    phonotelemetrominervabi

    minervafonotelemetrofor

    Sapete spiegarmi il motivo di questa curiosa disposizione ?



    Nicola

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    Anche questo Seikosha ha la stessa particolarità

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    vista la lunghissima coda della lancetta, che è essa stessa una lancetta, penso che si leggessero i secondi ad una estremità e la distanza all'altra.

    Possibile che le sfere dei minerva che hai postato tu Nicola non siano quelle native? :unsure:

    Qui la sfera ha la coda molto lunga, ma non ancora abbastanza da rendere agevole la lettura, boh.

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    CITAZIONE (msx @ 1/8/2011, 00:34) 
    Anche questo Seikosha ha la stessa particolarità

    vista la lunghissima coda della lancetta, che è essa stessa una lancetta, penso che si leggessero i secondi ad una estremità e la distanza all'altra.

    Possibile che le sfere dei Minerva che hai postato tu Nicola non siano quelle native? :unsure:

    Eccellete spiegazione. clapping

    :)

    Quindi, la partiicolare disposizione ‘‘rovesciata’’ dei secondi e minuti, permettere la visualizzazione, da parte della lancetta centrale del cronografo "doppia", sia del valore della distanza sia (dalla parte opposta) dei secondi trascorsi.

    Le foto che ho trovato, si riferiscono, evidentemente, tutte a orologi con lancette spezzate....

    Qui una mia ricostruzione con foto modificate.

    fonotelematrobis

    phonotebis
    (Nell'esempio qui sopra, distanza di 7.500 m e un tempo di 23 secondi)


    Nicola

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    Forse la ragione di tale scelta è di tipo 'psicologico': è possibile che l'ufficiale addetto alle rilevazioni dopo un po' perda la concentrazione e possa farsi 'ipnotizzare' da quei bei numeri 'tondi' che scorrono sul binario esterno: 8.000, 9.000, 10.000 ecc. tanto da effettuare la rilevazione nel momento errato, cioè allo scoccare della cifra tonda? Da qui, forse, la scelta di rilevare i tempi concentrandosi non sulla distanza ma sui secondi trascorsi. Ti sembra un'ipotesi plausibile?

    Il soldato sulla destra probabilmente ha in mano un fonotelemetro.

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    CITAZIONE (msx @ 1/8/2011, 15:04) 
    Forse la ragione di tale scelta è di tipo 'psicologico': è possibile che l'ufficiale addetto alle rilevazioni dopo un po' perda la concentrazione e possa farsi 'ipnotizzare' da quei bei numeri 'tondi' che scorrono sul binario esterno: 8.000, 9.000, 10.000 ecc. tanto da effettuare la rilevazione nel momento errato, cioè allo scoccare della cifra tonda? Da qui, forse, la scelta di rilevare i tempi concentrandosi non sulla distanza ma sui secondi trascorsi. Ti sembra un'ipotesi plausibile?

    Pochè la velocità del suono dipende da altre costanti come la temperatura (e forse la pressione), la misurazione del tempo effettivo, forse, poteva render possibile una miglior calcolo della distanza rispetto alla scala telemetrica (tarata per una data temperatura), che dava un valore approssimativo.

    Nicola

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    Bella novità !!!...

    Non ne avevo mai sentito parlare e le particolarità apprese hanno attirato molto il mio interesse...

    Complimenti e grazie ancora una volta Nic !!! ;)
     
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5 replies since 31/7/2011, 23:53
 
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