Girovagando in rete mi sono imbattuto in queste pagine, che vorrei proporvi non a fini di sterile didattica ( e son davvero l'ultimo che potrebbe farla!) ma per cercare di stimolare una eventuale ulteriore ricerca e discussione sugli aspetti filologici legati allo sviluppo dei nostri amati G Shock, che si basi, com'è logico attendersi da questo tipo di "lavori" su dati riscontrabili (indiscutibili) e su considerazioni personali (che son sempre, invece, discutibili):
www.angelfire.com/80s/ron28/casio/index.htmlwww.angelfire.com/80s/ron28/casio/index1.htmlCome avrevte visto, la prima presenta una serie di foto di una collezione molto nutrita di GS, con alcuni pezzi assolutamente di rilievo ed una tabella riepilogativa delle primissime referenze dei nostri amati G. Dati e "volti" (quelli dei nostri amati GS, ovviamente

) noti e stranoti, ma che, in un epoca in cui è divenuto usuale falsificare qualunque cosa, è sembre bene tener presente, sopratutto quando il collezionista si metta alla ricerca del pezzo da aggiungere alla propria bacheca.
Tornando ai cataloghi (ed alle mie personali considerazioni su di essi) quello che, secondo me, maggiormente può risultare interessante, e sul quale mi son ritrovato a fare delle considerazioni storiche e tecniche (personalissime e discutibili, come sempre

), è il secondo link, che presenta, in qualità non ottimale a dire il vero ma comunque consultabile, i cataloghi Casio 1984 e 1985 (entrambi in lingua inglese).
Al di là della persitstente sensazione di "déjà vu" che mi ha colpito di fronte a tanti dei modelli contenuti nel catalogo (e credo che tanti di quelli che hanno più o meno la mia età abbiano visto o posseduto almeno una volta, negli anni della propria giovinezza, uno di questi orologi) ho trovato davvero interessante constatare che, agli albori della propria esistenza (i GS sappiamo bene esser nati nel 1983, quindi il 1984 è, de facto, il primo anno pieno di commercializzazione dei primi modelli entrati in produzione) gli "indistruttibili" erano inquadrati nella sezione "HD" (Heavy Duty) del catalogo.
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Prima considerazione, quindi: i GS, all'inizio della loro esistenza non godevano di autonoma sezione "commerciale", nonostante, rispetto agli "HD" (linea esistente ancora oggi nella produzione Casio e nota grazie al DW290 - il vero Mission Impossible - ed all'oramai pressochè introvabile DW 300

- al polso di "Gunny" Highway

-) fossero dotati dell'innovativo sistema di "shock adsorbing" di cui gli HD non erano (e non sono tuttora) invece forniti.
Credo che questo confermi l'iniziale scetticismo (o meglio indifferenza) del mercato (sopratutto quello americano) riguardo il DW 5000: all'inizio il pubblico non realizza cosa effettivamente rappresenti quell'enorme (siamo nel 1983) "plasticone". Per cui potrebbe esser cosa logica che Casio, l'anno seguente, lo incardini dentro una sezione "commerciale" più familiare al pubblico.
Pubblico che si accorge della vera essenza dei GS solo in questo 1984, grazie ad un azzeccatissimo spot pubblicitario durante il quale un DW 5200 sopravvive ad un utilizzo non esattamente consono alla sua essenza di segnatempo (ma molto consono alle caratteristiche di indistruttibilità perseguita dai pionieri del progetto "Triple Ten", capitanato da Mr. Kikuo Ibe): il 5200 veniva usato come disco da hockey su ghiaccio, risultando ancora funzionante dopo una intensa partita. E' solo dopo questa campagna pubblicitaria che il mondo si accorge che è finalmente possibile indossare un orologio potenzialmente indistruttibile (ed il DW 5200diventa, per tutti, l'Eroe, "Hero") (si accenna a questo aneddoto anche qui
www.freshngood.com/?p=45081&page=8 nel corso di un'intervista al Direttore Marketing di Casio Italia).
Comunque, il passaggio importante, anche in termini di vendite, è testimoniato dal raffronto con il catalogo 1985: i GS si staccano dagli HD ed hanno una loro sezione apposita. Sono, oramai, una realtà ben distinta e separata dalla restante produzione Casio:
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Sull'esempio di Jeffrey69 (che di nuovo ringrazio qui per avermi fatto conoscere uno dei geni dell'orologeria non solo orientale) e del suo splendido topic su Mr. Ikuo Tokunaga (
http://orologi.forumfree.it/?t=57953679), ho creduto fare cosa opportuna parteciparvi di queste mie considerazioni, un pò per riprendere concetti magari notissimi ai più (che frequentano da tempo questa bellissima Sezione) e forse meno noti a chi coi GS ha cominciato a relazionarsi da poco.
Sempre aperto alle correzioni su eventuali inesattezze riportate (scusate ma, come si sa, il tempo è tiranno) ed alla discussione, ringrazio tutti per l'attenzione ed il tempo dedicato a queste righe. Buona domenica

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