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Dove reperirli non lo so. Effettivamente sono dei vetri particolari e non so se sono normalmente a catalogo dei vari fornitori. Con un vetro a gradino dovresti riuscire ad eliminare una delle due guarnizioni lato vetro (come mi pare di capire sia adesso), mantenendone solo una. Ho fatto cambiare vari vetri dal mio orologiaio e talvolta mi ha proposto di cambiare tra vetri bombati e piatti e viceversa o tra vetri con lo spigolo vivo, arrotondato o con taglio a 45 gradi. Credo che si rifornisca da fornitori specializzati che hanno ogni tipo di finitura. Bisognerebbe soltanto capire come entrare in contatto con essi. |
| Mi piacciono molto tutti, soprattutto quelli in alluminio. Bravissimo! |
| Sulle condizioni del dial, è soggettivo. Non mi pare che abbia gravi menomazioni, ma di certo ci sono aree di scolorimento e viraggio del colore. Non è al 100%, ma può piacere se si prendono in considerazione anche orologi segnati dal tempo. |
| Continua a mostrare il lato b... |
| Poi, se vogliamo andare sul tosto (perché insospettabile: perché mai dovresti tenerlo in cassetta di sicurezza?) ci sono molti orologi francesi di forma con quel tipo di quadrante, quelle casse e movimenti tondi che simulano la forma rettangolare. Ne ho qualcuno e, se non si tratta di un orologio di pregio, sarei tentato di tirare in ballo quelli. |
Continuiamo con il giro di saluti... ad un futuro![]() in cui mi verrà la voglia di manutenere anche te. |
| Probabilmente è come dici. |
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Tre orologi fantastici. Tutta la storia è segnale di in momento storico in cui la moda aveva spazzato via l'orologeria. Certamente, sul lungo termine, un oggetto di moda, di plastica, deperibile e rapidamente soppiantabile da qualsiasi altro gingillo analogo dall'apparenza più allineata con le mode susseguenti, è destinato a vedere annullato il suo valore. La stessa cosa non può avvenire con orologi come questi che hanno un valore intrinseco: buoni calibri, materiali durevoli, linee senza tempo. Per finire: credo che la macchia sul quadrante sia una bruciatura da radio. |
| Aggiungo che, con quella cassa, probabilmente ha un calibro tondo e non di forma. |
| Secondo me è un bulova. Cromato. |
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Si la gif della data l'ho postata solo a scopo dimostrativo per condividere con voi il piccolo quadrato arancione riempito di lume che retroillumina la data. Lo scatto sarà normale come al solito tra le 23:55 e le 00:05... Per quanto riguarda il quadrante l'unico che potrebbe stancare è quello con l'Aurora boreale nel dial, che però c'è da dire che si illumina solo la notte e per poco tempo. Però certamente ognuno ha la propria sopportabilità ![]() Credo che i più sobri ed interessanti per la fascia di prezzo al quale vengono proposti siano quelli in carta washi fatta a mano nella fabbrica di Awagami Concordo, il blu (più di tutti) ed il bianco sono molto belli e, tra i trasparenti, mi piace il nero. |
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Mi piace tutto, tranne i quadranti con un'immagine carina la prima volta che la vedi, ma che non ti puoi trovare davanti ogni volta che guardi l'ora. La data scatta perché evidentemente manovrato tramite la corona. Non esiste che scatti così rapidamente alle 10.40 circa. |
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Come è insulso, sto Reverso ! Non accende le luci, da solo, quando è sera; non pulisce il vetro, da solo, quando piove; non inserisce il freno, da solo, quando si ferma … (IMG:https://upload.forumfree.net/i/ff1359339/M...#37;20forum.jpg) IL DESTINO DELLE COSE, di Nicola de' Toma Finalmente ho capito. Ho impiegato, non specifico quanti anni perché altrimenti rivelerei a tutti la mia età - e in questo senso un po' di maliziosa riservatezza non guasta - ma finalmente ho proprio capito e ho avuto la conferma che le cose non nascono mai per caso, anche se al loro primo apparire non se ne percepisce subito l'importanza e, soprattutto, la loro vera utilizzazione finale. Mi riferisco all'orologio "Reverso" di Jaeger-Le Coultre. Debbo essere sincero: questo orologio mi ha sempre suscitato una certa perplessità. Non capivo che bisogno ci fosse di costruire un orologio ribaltabile e soprattutto di portarlo. Vada (ma non tanto, poi) per i primi tempi della sua comparsa quando i vetri non erano ancora infrangibili e quindi il dorso metallico della cassa costituiva la migliore protezione durante l'attività sportiva, ma dopo l'avvento del vetro infrangibile di plastica che - è pur vero - si riga, ma per romperlo ci vuole una martellata, non trovavo giustificata la grande ripresa di interesse, da parte del pubblico, per questo insolito orologio, in particolare in Italia, vera genitrice del rinnovato interesse in questi anni, ma dove lo sport del Polo - per il quale l'orologio è originariamente nato - è poco diffuso. Parlando con gli addetti ai lavori, mi veniva spesso indicata, tra le ragioni del rinnovato successo, la possibilità di far incidere le proprie iniziali sul dorso e di portarlo ribaltato in modo che si notasse che l'orologio era personalizzato. Poteva essere una buona ragione di tipo estetico e un nuovo strano status symbol (portandolo così però non si legge l'ora), ma a me continuava a suscitare una certa perplessità. Oltretutto rinvigorita da un'obiezione di carattere squisitamente tecnico, che mi portavo appresso da altrettanto tempo: gli orologi vengono regolati, al fine di rimediare all'inevitabile squilibrio del bilanciere e della spirale, per una precisa posizione, che è quella nella quale vengono più spesso portati nell'arco della giornata. Ora, ribaltando la cassa, se l'orologio è stato tarato per la posizione "corona in basso", questa diventa automaticamente "corona in alto" e se è stato regolato per "corona a sinistra" diventa "corona a destra"...: addio all'effetto Grossman e alla regolazione. E, purtroppo, non è tecnicamente possibile fare in modo di ottenere vantaggi da tutte e due le posizioni contrapposte... Valli un po' a capire. Insomma, l'orologio non mi convinceva, ma me ne stavo buono buono: una ragione, mi dicevo, che però mi sfugge, ci deve pur essere ! Ringrazio Iddio di avermi fatto campare a sufficienza per arrivare finalmente a comprenderla. E ciò è avvenuto quando ho visto l'edizione cronografica del Reverso. I cronografi mi sono sempre piaciuti: l'idea di aggiungere una funzione in più in un orologio, quella di misurare degli intervalli di tempo (anche se non sempre viene impiegata) la trovo un giusto e fisiologico completamento, tutt'altro che superfluo. Un'unica obiezione: tutti quei quadratini con le relative lancettine, quella sempre immobile grande lancetta del cronografo, che spesso mi inganna quando leggo rapidamente l'ora, mi disturbano: vorrei guardare un quadrante pulito, limpido, come quello del souscription di Breguet, ma era un sogno impossibile; se volevo il quadrante pulito, niente cronografo; se volevo il cronografo, niente quadrante pulito. Sino al Reverso Chronographe. Oggi posso avere entrambe le cose e la soluzione, per me geniale, è quella definitiva. E ho finalmente capito anche perché, più di sessant'anni fa, è nato il Reverso: l'ideatore di certo non lo sapeva, ma la via cronografica era il suo immancabile destino. In una posizione, quella naturale, l'orologio ha un quadrante "pulito" con le indicazioni essenziali, e chiarissime, di ore, minuti e data: al suo rovescio, l'amata cronografia con – oltre tutto - la parziale visione del bel meccanismo. Non produrre questo nuovo orologio, sarebbe stato un delitto: se fosse ancora vivo Breguet, ne avrebbe invidiata, e molto, l'invenzione. Orologi, Le misure del Tempo, n° 105 - Marzo 1997, Technimedia Ed. E comunque la lettura in napoletano di arret, assume un significato pregnante: vuoi 'o cronograf'? Guard'arret! Edited by Tuckaman - 15/11/2023, 07:39 |
| Penso che in oro, specialmente il modello grande, sia un padellone esagerato. Anzi, arrivo a dire che, visto dal vivo, persino le finiture del modello acciaio, così perfette ed antisettiche, mi hanno fatto desistere. Gusti miei, si intende. |