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  • CITAZIONE (61Lando @ 15/11/2023, 00:42) 
    rua17oxh06-separati-alla-nascita-satira_b

    E' deprecabile e offensiva questa satira politica. Ci sono gli estremi per una denuncia! Che male vi ha fatto quel povero quadrupede???? :angry:


    :D
    1 giorno fa
    Piace a 5 utenti
  • CITAZIONE (lucedoriente @ 8/11/2023, 18:38) 
    Solo per intenditori ...

    traduco : perso cane (con sorpresa ... ndr) se lo avete visto , contattare il programma di ricerca antartica :asd: :asd: :asd: :asd: :asd: :asd:


    395642484_732832602209176_6383944629481376244_n-16994648988231


    Di COSA diamine state parlando? :D
    1 settimana fa
    Piace a 2 utenti
  • f2362525-26fb-4244-8427-6b2ca45412b2
    2 settimane fa
    Piace a 6 utenti
  • CITAZIONE (Renny1971 @ 27/10/2023, 14:18) 
    Gli USA per certi versi ( economici soprattutto) non aspettano che di aver la scusa x scatenare tutto il loro potere offensivo devastante sul MO. Ricordate la 1 guerra del Golfo? Il generale Testanera fu FERMATO , perché in tempo zero aveva conquistato pure la capitale. Più scatenano forza offensiva più la loro industria bellica lavora . Senza dimenticare che una dimostrazione di estrema potenza distruttiva, ora, a livello politico sarebbe impattante non poco. Il ricordo del 11/9 è sempre vivo negli americani…Ma non auguriamocelo

    Sono convinto che preferiscano non intervenire ma, se l'Iran dovesse fare il passo più lungo della gamba, correrebbero a togliersi tanti sassolini dalle scarpe.
    Cosa che non hanno potuto fare in Ucraina a causa del deterrente nucleare di Putin.

    Ogni tanto mi parte l'embolo della fantapolitica e in questo caso mi viene il dubbio che i movimenti diplomatici Mosca-Hamas-Teheran non siano il preludio ad una improbabile alleanza Russia-Iran che porrebbe gli ayatollah sotto l'ombrello nucleare di Mosca, un po' come la Bielorussia di Lukashenko. Pensate allo stallo alla messicana che ne risulterebbe.... :UH:

    Ripeto: fantapolitica! ^_^
    2 settimane fa
  • Questa è un'altra grossissima spina nel c..o al processo di pace
    Tenete presente che molti dei coloni, soprattutto negli insediamenti illegali, sono fanatici religiosi che vorrebbero far scomparire tutti i non ebrei dalla Terrasanta

    https://www.repubblica.it/esteri/2023/10/2...896858-P2-S2-T1

    “I coloni ebraici gettano benzina sul fuoco di Gaza”, ha detto ieri Joe Biden: il presidente americano si riferisce in particolare ai cosiddetti insediamenti “illegali”, piccoli accampamenti sulla sommità delle colline della Cisgiordania, da dove, dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre scorso, sono partite violente incursioni contro pastori e agricoltori palestinesi dei dintorni all’insegna della “vendetta”, provocando nelle scorse due settimane la morte di mezza dozzina di palestinesi, anche nel corso di un funerale. Ma il problema degli insediamenti è più ampio, come scrive stamane sul New York Times il premio Pulitzer Thomas Friedman, grande conoscitore del Medio Oriente: rappresenta uno dei fronti più cruciali del conflitto israeliano-palestinese, perché “coloni ebraici di estrema destra, attaccando i palestinesi, compromettono la collaborazione di Israele con l’Autorità Nazionale Palestinese”, ovvero con il governo palestinese nei Territori Autonomi della Cisgiordania, “che, va ricordato, come parte degli accordi di pace del ’93 ha riconosciuto il diritto di esistere dello Stato ebraico”. Come si è arrivati a questo punto? Perché le colonie sono così importanti? E che fine farebbero, se si arrivasse alla pace fra Israele e palestinesi? Ecco una scheda per provare a capirlo.

    Cosa sono
    Chiamati insediamenti o colonie, sono comunità civili in cui vivono cittadini israeliani esclusivamente o quasi di identità ebraica, costruiti su terre occupate da Israele nella guerra del 1967, ribattezzata “dei Sei Giorni” per la rapidità con cui le forze di Gerusalemme sconfissero tre Paesi arabi. La comunità internazionali li vede come colonizzatori di una terra che non è la loro. Il movimento dei coloni si sente autorizzato da Dio a riconquistare una terra che apparteneva al regno di Israele dal tempo della Bibbia.

    Dov’erano in passato
    Fino al 2005 c’erano 21 insediamenti ebraici anche nella striscia di Gaza, dove vivevano circa 13 mila coloni ebraici: quell’anno l’allora premier israeliano Ariel
    Sharon decise di ritirare completamente civili e militari da Gaza, ordinando all’esercito di smantellare, ovvero demolire completamente, sia gli insediamenti, in sostanza le abitazioni delle piccole città in cui abitavano i coloni israeliani, e le postazioni o basi militari dell’esercito che erano lì in sostanza per proteggerli. Da quasi vent’anni, dunque, non ci sono più colonie israeliane a Gaza.

    Prima ancora c’erano stati insediamenti ebraici anche nel Sinai, la penisola egiziana conquistata da Israele, insieme a Gaza, Cisgiordania, Gerusalemme est e alture del Golan siriane, nella guerra del ’67: dopo gli storici accordi di pace con il Cairo del 1979, Israele restituì il Sinai all’Egitto, ritirando con la forza circa 3 mila coloni dai suoi insediamenti nella penisola. Alcuni furono demoliti, altri lasciati all’Egitto che li ha successivamente sviluppati e popolati. Coincidenza: a comandare l’esercito israeliano nell’operazione di forzata rimozione dei coloni ebraici dal Sinai fu l’allora generale Sharon, il comandante in seguito implicato nella strage di palestinesi nei campi profughi di Sabra e Chatila in Libano e futuro premier, lo stesso che ha poi smantellato le colonie ebraiche da Gaza.

    Quanti sono
    Secondo dati del 2023, ci sono 144 insediamenti ebraici in Cisgiordania approvati dal governo israeliano, inclusi 12 a Gerusalemme est, a cui vanno aggiunti circa 100 “avamposti” illegali, sempre in Cisgiordania, non riconosciuti dal governo di Gerusalemme: questi ultimi sono poco più che accampamenti, composti di qualche baracca, sulla sommità di una collina, costruita da coloni generalmente animati da un forte fervore religioso, spesso nati e cresciuti negli Stati Uniti pur avendo poi acquisito cittadinanza israeliana e armati di mitra e pistole, il cui scopo è espandere la presenza ebraica in Cisgiordania, intimorire i palestinesi della zona e rendere impossibile qualunque futuro accordo di pace.

    Come sono cresciuti
    Nel 1948, alla nascita dello stato di Israele, in Cisgiordania vivevano 480 coloni ebraici. Nel 1972, dunque cinque anni dopo la vittoria nella guerra dei Sei Giorni con cui Israele la conquistò, in Cisgiordania vivevano ancora soltanto 1.182 coloni: c’era inizialmente incertezza nel governo di Gerusalemme su cosa fare dei Territori Occupati. I primi insediamenti, pur abitati da civili, avevano uno scopo anche strategico di controllo su un vasto territorio abitato dal popolo, i palestinesi, che era uscito sconfitto dalla guerra del ’67 ma era rimasto lì, nelle sue città e nei suoi villaggi. Nel 1980, i coloni ebraici in Cisgiordania sono 17.400. Nel 1993 sono 111.600. Nel 2004 sono 234.500. Nel 2014 sono 400 mila. E nel 2022 sono 503 mila, cui si aggiungono secondo la comunità internazionale 230 mila israeliani che vivono a Gerusalemme est.

    Israele ha spesso giustificato l’aumento dei coloni con il concetto di “crescita naturale”, ovvero famiglie che crescono perché fanno figli e, con il tempo, anche questi fanno figli, per cui nello spazio di due o tre generazioni, nell’arco di 56 anni di occupazione della Cisgiordania, è inevitabile che la popolazione si moltiplichi. Ma molti israeliani, specie tra gli immigrati ebrei russi dell’ultima generazione, scelgono di stabilirsi nelle colonie per la convenienza economica, perché le case costano di meno; e altri lo fanno per convinzione politica, appartenendo al cosiddetto “movimento dei coloni”, determinato ad annettere la Cisgiordania, da loro chiamata con i nomi biblici di Giudea e Samaria, dunque considerata sacra terra di Israele. E sono questi coloni ad essere rappresentati dai partiti di estrema destra nella attuale coalizione di governo guidata dal primo ministro Benjamin Netanyahu.

    Che aspetto hanno
    Alcuni insediamenti sono vere e proprie città o cittadine: i tre più grandi, Modi’in Illit, Ma’ale Adumin e Beitar Illit, hanno fra 37 mila e 55 mila abitanti ciascuno, il quarto, Ariel, ha 18 mila abitanti, e così via a scendere. Ci sono blocchi di insediamenti più piccoli riuniti in un’unica località, come Gush Etzion; altri, specie nella zona di frontiera con la Giordania, dove l’importanza strategica è maggiore, sono soltanto dei villaggi. A parte il centinaio di avamposti illegali, tutti quelli ufficialmente riconosciuti da Israele hanno un aspetto immediatamente riconoscibile: casette moderne e confortevoli con il tetto in tegole rosse, viali alberati, strade perfettamente asfaltate, l’aspetto di sobborghi residenziali di una qualsiasi città israeliana.

    Intorno agli insediamenti, grandi o piccoli, ci sono inoltre postazioni e posti di blocco dell’esercito per proteggerli da possibili attacchi palestinesi, così come ci sono strade speciali, riservate esclusivamente ai coloni, per andare dagli insediamenti al territorio di Israele propriamente detto. In una terra in grande parte composta di un deserto di pietra e di montagne rocciose, arida, battuta da sole, con scarse risorse idriche, gli insediamenti ebraici spuntano come isole rigogliose e fortunate rispetto alle città e ai villaggi palestinesi.

    Com’è suddivisa la Cisgiordania
    In base agli accordi di pace del ’93, la Cisgiordania è stata suddivisa in tre zone: area A, sotto esclusivo controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese, dove si trovano le maggiori città, come il capoluogo Ramallah, Hebron, Nablus, Jenin, Betlemme e Gerico e la polizia e i servizi di sicurezza palestinesi mantengono l’ordine (il che non esclude che l’esercito israeliano vi entri per operazioni anti-terrorismo con le sue forze ordinarie, speciali o con unità in borghese); area B, sotto controllo congiunto palestinese e israeliano; e area C, sotto esclusivo controllo israeliano, in cui si trovano gli insediamenti, perlomeno quelli considerati legali dal governo di Gerusalemme.

    Che fine faranno
    I negoziati di pace condotti dal 1979 in poi, e in particolare gli accordi delineati nel 1993 e nel 2000, prevedevano l’annessione da parte di Israele degli insediamenti maggiori, certamente le quattro succitate città con decine di migliaia di abitanti ciascuna, collocati geograficamente in prossimità della Linea Verde, com’è chiamato il confine pre-guerra del 1967 fra Israele e Cisgiordania. In cambio, sempre secondo quegli accordi, Israele avrebbe dato al futuro stato di Palestina porzioni equivalenti di suo territorio, attualmente disabitato, lungo il confine sud-orientale della Cisgiordania e lungo un corridoio per collegare la Cisgiordania a Gaza, in modo da dare contiguità territoriale al futuro stato. Quanto agli insediamenti ebraici più isolati e più piccoli, inclusi gli avamposti “illegali”, in base agli accordi sarebbero stati smantellati da Israele, obbligando i coloni a ritirarsi.

    È tuttavia evidente il motivo per cui gli Stati Uniti, l’Unione Europea, l’Onu e i Paesi arabi che hanno firmato accordi con Israele, inclusa l’Arabia Saudita che era vicina a firmare uno prima dell’attacco di Hamas, chiedono a Israele di congelare la crescita degli insediamenti ebraici in Cisgiordania: più gli insediamenti crescono, puntellando di coloni ebraici la mappa della Cisgiordania, più sarà politicamente difficile per Israele smantellarli e per la Palestina avere uno stato contiguo, che non somigli a una forma di groviera bucherellata. Per questo il columnist del New York Times Thomas Friedman scrive che, una volta conclusa la guerra di Gaza, la questione della crescita degli insediamenti sarà cruciale per il raggiungimento della pace. Per la stessa ragione il presidente Biden afferma che i coloni ebraici “gettano benzina sul fuoco” del conflitto israeliano-palestinese.
    2 settimane fa
  • CITAZIONE (Nivarox @ 27/10/2023, 10:33) 
    Una nave americana intercetta 3 missili dallo Yemen verso Israele
    Un cacciatorpediniere, operante nel Mar Rosso settentrionale, ha abbattuto tre missili terra-superficie e diversi droni lanciati dai ribelli Houthi
    www.agi.it/estero/news/2023-10-19/...raele-23565448/
    Che centra lo Yemen? questi ayatollah iraniani stanno tirando troppo la corda e prima o poi si spezza, si sopravvalutano come faceva Putin prima di attaccare l'Ucraina e potrebbero alla fine avere una amara sorpresa.

    Successo una settimana fa

    Allo stato attuale credo che un po' tutti i contendenti stiano sondando la possibilità/volontà/capacità d'intervento degli USA. Quello che li trattiene è la potenza aerea dei Mastini della guerra che han fatto chiaramente capire, sia con l'abbattimento dei missili di cui sopra che con la distruzione in territorio siriano stanotte di depositi di armi usate per attaccare alcune basi USA la settimana scorsa, che basta un niente per ritrovarsi gli F16 e i tomahawk sulla testa.

    Quello che angoscia è la dinamicità dei colloqui tra Russia, hamas, hezbollah e Iran, per definire non si sa cosa. L'unica cosa certa e che spaventa è che queste entità possono trarre vantaggi solo dal caos e da situazioni di conflitto, non certo di pace e ordine, per continuare ad esistere e fare quello che stanno facendo da anni.

    D'altro canto la situazione israeliana non favorisce un percorso di diplomazia e compromesso visto che Netanyahu è uno dei fattori che hanno favorito, sia per provocazione dei palestinesi durante tutti i suoi governi che per sottovalutazione del pericolo, l'exploit di hamas e al momento non è pensabile per Israele andare ad elezioni

    Che casino...
    2 settimane fa
  • CITAZIONE (Alexan16 @ 27/10/2023, 08:24) 
    Ci spero anche io, soprattutto che vengano liberati gli ostaggi vivi.

    Di certo dopo il 7 ottobre si sono disegnati nuovi scenari mondiali, la Russia che riceve una delegazione di Hamas, X. J. Ping che se ne è guardato bene dal condannare gli attentati del 7 ottobre, Erdoğan che chiama i miliziani di Hamas liberatori, gli interessi in gioco sono veramente tanti.

    E guarda caso, tutti finalizzati a danneggiare le democrazie occidentali che, pur con tutti i difetti e colpe che si trascinano, sempre (quasi) democrazie restano.

    Che poi mi fa ridere ( per non piangere ) Putin quando condanna i bombardamenti di Israele che uccidono i civili mentre lui da quasi due anni fa lo stesso in Ucraina e si gira dall'altra parte durante la pulizia etnica degli armeni in Nagorno Karabakh o Erdogan che esalta i (da lui definiti) combattenti per la libertà della Palestina di Hamas mentre sono anni che lui massacra i combattenti per la libertà del popolo Curdo i quali, a quanto mi risulta, mai hanno attaccato civili e massacrato donne e bambini.

    Mala tempora currunt.....
    2 settimane fa
    Piace a 1 utente
  • CITAZIONE (jomor ens @ 24/10/2023, 13:59) 
    sui muri di Gaza

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    Il nemico del mio nemico è mio amico....

    Questi sono tutti accomunati dall'odio per l'occidente e la cultura occidentale
    3 settimane fa
  • CITAZIONE (jomor ens @ 20/10/2023, 17:12) 
    Temo che i palestinesi siano come i curdi, carne da macello per i giochi politici degli stati limitrofi

    Infatti basterebbe eliminare i finanziamenti e le organizzazioni terroristiche sparirebbero come neve al sole, ma finchè a qualcuno fanno comodo....
    3 settimane fa
    Piace a 1 utente
  • fe8968f6-1e40-4bc6-8f67-ea952de01bfc
    3 settimane fa
    Piace a 16 utenti
  • CITAZIONE (IXXI @ 19/10/2023, 19:54) 
    Se fosse per la comunità ortodossa e ultraortodossa e per la popolazione palestinese non ci sarebbe una sola goccia di sangue per terra.
    Anzi, forse solo di chi li tiene tutti in ostaggio, cioè il governo il ultrasionista da una parte e i capi di Hamas dall'altra, che non sono nient' altro che i kapò della situazione.

    In genere non concordo con quello che scrivi, ma su questo non posso che darti ragione al 100%.
    La sofferenza e la rabbia dei palestinesi sono il nutrimento dei fondamentalisti delle due fazioni e la loro ragione di esistere
    3 settimane fa
  • CITAZIONE (jomor ens @ 19/10/2023, 15:44) 
    Ma quanti bimbi sono morti in questa recrudescenza di guerra? terrificante. Non ci sono parole. :cry:

    solo un'ultima mia riflessione

    quando succedono cose così crudeli ed efferate mi vien da pensare:

    se Ci sei, Ti accorgi di cosa stiamo facendo su questa terra? cosa hai intenzione di fare? :EM15:

    Taci, taci... non farmici pensare...

    Ho una nipotina di 10 mesi e tutte le volte mi viene da piangere nel vedere i bambini, di qualunque parte siano, soffrire per l'idiozia degli adulti

    Edited by stesub - 19/10/2023, 15:49
    4 settimane fa
  • CITAZIONE (jomor ens @ 19/10/2023, 15:16) 
    ...ed altamente apprezzato dai "falchi" israeliani che non vedevano l'ora di togliere le sicure alle loro armi

    Infatti...

    Purtroppo i problemi di Israele con i Palestinesi sono soprattutto causati da quella componente ortodossa e ultraortodossa di cui è ostaggio la società israeliana e che fomenta il malcontento dell'altra parte con l'appropriazione delle terre palestinesi con i coloni in Cisgiordania e la ghettizzazione ( quando non vero e proprio desiderio di annichilimento ) del popolo palestinese.

    Fai fatica a spegnere un incendio quando i tuoi stessi compatrioti buttano benzina sul fuoco
    4 settimane fa
  • Sarò complottista ma sono convinto che la Russia non sia totalmente estranea a questa vicenda.
    E' quella che ha tratto maggiore vantaggio, sul piano dell'attenzione internazionale, dagli avvenimenti del 7 ottobre facendo spostare il focus dell'opinione pubblica mondiale e dell'azione americana dall'Ucraina al Medio Oriente e mettendo in difficoltà i governi occidentali (guarda caso sostenitori di Kiev) con la preoccupazione per i possibili attentati.
    Gli stretti legami con il regime iraniano, ritenuto da molti probabile sponsor e sostenitore morale dell'eclatante azione di Hamas, e la cooperazione a livello militare con Teheran potrebbero avere favorito lo sviluppo di una impostazione comune mirata ad acquisire reciproci vantaggi in chiave antioccidentale ( Mosca) e antiisraeliana (Teheran), anche semplicemente con il beneplacito sui tempi e i modi dell'intervento delle milizie palestinesi.

    Datemi pure del complottista ma come diceva il Giulio nazionale: A pensar male si fa peccato, ma spesso....
    4 settimane fa
  • CITAZIONE (Marco R. @ 19/10/2023, 09:53) 
    Io onestamente non ho capito come si sono fatti tutti quei morti: dalle immagini che ho visto al TG, il missile è caduto in mezzo ad una decina di auto parcheggiate davanti l'ospedale.

    In sostanza SEMBRA che la caduta di un razzo difettoso di Hamas abbia avuto l'effetto di una bomba al napalm

    Da Repubblica

    TEL AVIV — I primi ad accorgersi che qualcosa non va nella notizia del bombardamento israeliano che uccide cinquecento civili palestinesi in un ospedale di Gaza sono gli appassionati di geolocalizzazione, gente che passa le giornate ad analizzare una singola foto – per esempio: di un carro armato russo in Ucraina – e a capire dove è stata scattata con una precisione inferiore al metro.

    Prima di continuare però vale la pena ricordare questo: ogni giorno ci sono centinaia di bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza e in dodici giorni hanno già fatto tremila vittime. I lutti e la sofferenza sono enormi. Se questa esplosione di martedì sera spicca sulle altre è perché il bersaglio era un ospedale, perché l’ospedale era stato scelto da molti sfollati come rifugio, perché la notizia ha scatenato rivolte in molti Paesi musulmani, per il numero di morti altissimo – Hamas ha detto: «Sono almeno cinquecento» – e perché c’è il rischio reale che sia usato come pretesto da Hezbollah in Libano o dall’Iran per entrare in guerra.

    Torniamo alla geolocalizzazione. Gli esperti possono guardare una foto e capire dove è stata scattata da un’infinità di dettagli, come una linea elettrica, una curva della strada, un edificio oppure una particolare sequenza di edifici o di alberi e così via. Funziona anche con i filmati, anzi è ancora meglio. Martedì sera questi esperti si accorgono che c’è un filmato di Al Jazeera Mubasher dalla Striscia di Gaza che mostra un’esplosione nel buio proprio al momento del bombardamento dell’ospedale.

    Al Jazeera Mubasher è la diretta della tv satellitare del Qatar che può essere accusata di molte colpe tranne che di essere filo Israele. Il filmato è importante perché mostra una piccola esplosione a mezz’aria nel cielo buio della sera e poi un’esplosione molto più grande al suolo, nel parcheggio dell’ospedale – si vedono chiaramente i due grandi pannelli solari sopra al tetto. Il malfunzionamento di un razzo che cade a terra (e succede abbastanza spesso) può spiegare il filmato, una bomba sganciata da un aereo no.

    Al mattino la luce aggiunge un elemento importante: manca la bomba, nel senso che manca il cratere. I jet israeliani sganciano bombe da 250 e 500 chilogrammi che creano fossati circolari profondi anche tre metri nel terreno, ma nel parcheggio c’è soltanto una piccola ammaccatura nel terreno profonda pochi centimetri. L’ospedale ha danni all’esterno ma per il resto è intatto. Molte macchine nel parcheggio sono bruciate, ma soltanto tre sono danneggiate come se gli fosse piombato qualcosa addosso. A soltanto dieci metri da quelle macchine ci sono altre macchine senza danni, nota Nathan Ruser, uno dei geolocalizzatori. Impossibile che sia stata una bomba. Ipotesi: il razzo ancora carico di propellente perché era appena partito si è spezzato in aria, una nuvola di propellente – assieme a spezzoni di razzo – è caduta sulla gente che si era affollata nel parcheggio e ha preso fuoco. Questo spiegherebbe anche perché il razzo è stato così devastante, che è stata un’obiezione sollevata: come ha fatto un razzo palestinese a creare quel tipo di danni?

    Ci sono altri due filmati. Uno è preso dalla telecamera di sorveglianza di una fattoria appena a nord della Striscia di Gaza, a Neetiv Haasara, e mostra una salva di razzi partire dalla Striscia e nello stesso momento l’esplosione al suolo, come se un razzo della salva fosse precipitato. Il secondo viene da una telecamera di Canale 12, una tv israeliana, sempre puntata sulla Striscia, e fa vedere con un’angolatura migliore la salva di razzi che parte e l’esplosione a terra. Sono le prime fonti israeliane citate in questa ricostruzione e sono accidentali: le telecamere erano puntate in quella direzione senza uno scopo particolare.

    C’è il caso del cosiddetto “portavoce digitale” di Netanyahu, Hananya Naftali, un social media manager che passa le giornate a sterminare terroristi su Twitter e Telegram con toni molto carichi e che ha pubblicato e poi cancellato un tweet che celebrava l’uccisione di “terroristi” nell’ospedale Al Ahli. L’idea che possa sapere in tempo reale qualcosa delle migliaia di raid aerei che colpiscono le Striscia è generosa, anche Naftali reagisce alle notizie che vede passargli davanti come tutti.

    Ieri il presidente americano Biden nel corso di una visita emergenziale in Israele ha detto che «mi sembra sia stata l’altra squadra», a proposito del bombardamento dell’ospedale. La Casa Bianca ha fatto un comunicato per dire che «mentre continuiamo a raccogliere informazioni, la nostra valutazione al momento, basata su immagini dall’alto, intercettazioni e fonti aperte, è che Israele non sia responsabile».

    L’esercito israeliano ha battuto molto sulla sua non colpevolezza e ha diffuso materiale di ogni tipo, inclusi una mappa della traiettoria dei razzi e un dialogo apparentemente intercettato fra due uomini di Hamas che ammettono la caduta dell’ordigno per un malfunzionamento, ma è da vedere con quale capacità di persuasione.

    Hamas martedì sera è stato rapidissimo a pubblicare la sua versione dei fatti, quando nessuno era in grado di verificare la notizia e il numero dei morti – manca ancora un bilancio ufficiale – e l’impatto di questa decisione è stato così grande da muovere il mondo.

    L’incontro tra il palestinese Abu Mazen e il re giordano Abdullah con il presidente Biden è saltato, la tenuta dell’Anp a Ramallah è a rischio e molti Paesi arabi che potevano facilitare una soluzione diplomatica adesso non possono più perché la strage di sfollati ha fatto infuriare le piazze. Le ricostruzioni accurate arriveranno, gli effetti dell’accusa si sono già consumati.
    4 settimane fa
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