Bene, stasera voglio parlarvi di un altro ritrovamento, (come al solito ogni tanto emerge l' alter ego da esploratore :-) ), suppongo molto apprezzato qui in sezione, evidenziato soprattutto dalla rarità e difficoltosa reperibilità sul mercato. E' un modello particolare, a mio parere, piccole differenze e alcune caratteristiche che ne disegnano un prodotto sicuramente da più utilizzi e situazioni, sto parlando del Casio G-Shock DW-9400B!
Pur non appartenendo specificatamente ad una classificazione distinta sia nella costruzione che nell'impiego, vi garantisco che le sorprese non mancheranno e quindi procediamo con calma ed iniziamo "ad assemblarlo" per poterne poi valutare gli aspetti più importanti.
Prima di effettuare la prova di cui poi vi parlerò per il motivo principale che caratterizza questo modello, ho pensato di controllare i punti di fissaggio dello shell e verificare la tenuta delle quattro viti perché una di essa non rientrava perfettamente in sede e lo shell non aderiva uniformemente al vetro sul lato sinistro (lato -adjust-).

Motivo banale, residuo plsticoso sul finale della vite. Avevo a disposizione un po' di TI-BI utilizzato per una revisione di un "tasca" e quindi ho dato una rinfrescata dopo aver minuziosamente asportato il residuo.

Prima di montare i supporti, ho controllato il serraggio del fondello e rimontato il tutto con enorme soddisfazione per la stabilità dello shell nei principali quattro punti.


Il DW-9400B è stato un G-S prodotto intorno all'anno 1998, monta un modulo [1680] e la principale caratteristica, oltre alle funzioni "basic", è quella di possedere un sensore incorporato per la misurazione della temperatura con relativa memorizzazione ad intervalli di 60 minuti. Infatti troviamo 100 posizioni in cui viene memorizzata la lettura della temperatura con il relativo orario. Una specie di grafico testuale utile per diversi scopi.
Il sensore, effettua un controllo della temperatura ogni due minuti proprio per visualizzare un valore aggiornato sul display che è possibile anche osservare all'interno dell'occhiello sulla destra. Esso riproduce una scala con due diverse indicazioni, sia in °C (-20°C / 60°) che in °F (-4°F / 140°F). L'incremento della temperatura è di 0,1 °C.
Qui voglio parlarvi di due importanti caratteristiche: grazie ad Attilio (MNIBJB) faccio una doverosa precisazione circa la rilfessione sulla possibilità di tarare il sensore per i modelli costruiti prima del 1998. Ebbene ci sono modelli più vecchi in cui è possibile operare in tal senso, invece su altri moduli questo è impossibile come anche la possiblità di commutare la lettura °C-°F. Quindi è sempre preferibile optare per modelli dotati di calibrazione per evitare errori di lettura condizionati da diversi fattori.
Invece in questo modello abbiamo la possibilità di intervenire e correggerli, confrontandolo con un altro sistema di misurazione, verificando l'assenza di problemi. Possiamo sia resettare il sensore e riportarlo alle condizioni di fabbrica, che intervenire correggendo la lettura tra un range di ±9.9°C. Questa prova è stata effettuata con l'ausilio di un oregon scientific che vi spiegherò subito dopo.
L'altra caratteristica importante, almeno dalle poche informazioni reperite e dalle poche schede consultate, è quella che mi indica che l'orologio è stato progettato e costruito per resistere a temperature di -20°C e ho una prima conferma anche dal range di misurazione del sensore, come detto sopra. Molto rilevante questa scoperta soprattutto per la mancanza di indicazioni grafiche sulla cassa, ma come ormai abituato, alcuni orologi lasciano assaporare il gusto di scoprire sempre nuovi dettagli e funzionalità che ci portano ad ammirare sempre più ogni singolo modulo.

Un'altra "chicca", secondo me, è il suono del segnale orario. Per tutti gli orologi casio che possiedo il segnale orario è accompagnato da due "bip" intervallati con una discreta pausa. Nel DW-9400 questa pausa è più veloce e quindi il "sig" è alquanto piacevole da ascoltare.
Abbiamo anche una funzione aggiunta al cronometro e cioè quello di decidere se farlo partire subito oppure impostare cinque secondi di preavviso con segnale sonoro a partire dagli ultimi tre.
Inoltre abbiamo la retroilluminazione (Electro-Luminescence), afterglow e 5 allarmi indipendenti.
Veniamo alla prova; dopo averlo tolto dal polso per permettere al sensore di stabilizzarsi e trascorsi circa trenta minuti, ho effettuato una prima misurazione senza averlo ripristinato. Come potete vedere abbiamo solo uno scarto di 0,3 °C, risultato già soddisfacente.

Ma andiamo avanti, dopo più di un'ora la lettura è quasi precisa al termometro di riferimento, solo 0,1 °C.

In conclusione, dopo precisamente 15 minuti, il sensore è perfettamente calibrato e la lettura è precisamente la stessa dell'oregon. Fantastico! Senza averlo nemmeno corretto e resettato ho verificato la grande affidabilità e precisione a cui casio ci ha abituati.

Altra importante novità è la possibilità di calibrare il sensore con l'orologio completamente immerso in acqua. Questa procedura dovrebbe essere ancora più accurata proprio perché una volta raggiunta una temperatura ambientale stabile, sott'acqua, la ricezione dovrebbe essere ancora più precisa.
Anche la strutturazione dello shell mi ricorda qualche modello "master of", l'impermeabilizzazione dei tasti, la protezione del fondello indicano una particolare robustezza per l'utilizzo di questo 9400.
Sul display abbiamo sempre sotto controllo la temperatura perché nell'occhiello a destra è graficamente rappresentata.
Insomma un modello che mi ha colpito molto, mi ha convinto e mi ha fatto apprezzare soprattutto la qualità costruttiva, su cui comunque non ho mai avuto dubbi, nonostante sia un vecchio shoch resistant.
A dargli il benvenuto alcuni suoi fratelli.

Roberto 
Edited by Riddle78 - 9/5/2012, 14:04 |