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Pero mi sembra che se fosse ottone esposto all’aria, in tutti questi anni si dovrebbe essere ossidato - e non lucente al punto da sembrare oro. In caso di una revisione con relativo lavaggio eseguito con prodotti di ultima generazione, l'ossidazione sparisce senza danneggiare la nichelatura. Spero che sia finita l'era degli.orologiai con spazzolino e benzina... anche se una lavatrice moderna costa come una bmw nuova di zecca! |
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Mi sa che hai le idee un po' confuse. I ponti sono di ottone, venivano nichelati e poi, con il pantografo (gravograph), venivano incisi. Il giallo che vedi sotto è l'ottone che riaffiora sotto lo strato di nickel. Credevo anche io che fossero rodiati, ma fu preferito il nickel perché più stabile e duraturo. I cerchi che compaiono intorno alle pietre sono fresature successive alla nichelatura... per pulire una nichelatura successiva??? Ma per niente proprio. Ho avuto un Vacheron Constantin ridecorato da un artigiano della Audemars, ed ha fatto proprio quello che ho detto. Ed ha seguito gli stessi metodi sempre fatti sugli Audemars. |
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La scritta dorata vien fatta prima placcando in oro il ponte, poi mascherando con della lacca la scritta - per poi placcare in rodio. Nella prima avevano mascherato anche la buca dei rubini. Poi con l'acetone si leva la lacca. A me piace di più la due per l’anglage bisellato - l’apparenza asimmetria è dovuta alla posizione della macchina fotografica. Ma nooooo! Nessuna placcatura in oro! Nessuna lacca. Nessuna rodiatura. La rodiatura la fanno alcuni orologiai oggi perchè è più facile della nichelatura. Per avere in casa un bagno di nichel... è un bagno di sangue. I movimenti d'epoca erano nichelati direttamente sull'ottone. E quello che affiora è l'ottone sottostante lo strato di nichel. Il resto è cinema. Ma per niente proprio. Ho avuto un Vacheron Constantin ridecorato da un artigiano della Audemars, ed ha fatto proprio quello che ho detto. Ed ha seguito gli stessi metodi sempre fatti sugli Audemars. Allora, non so che cosa abbia fatto l'orologiaio a quella macchina e non mi interessa nemmeno. Ma i ponti li facevano come ti dico io: soprattutto questi in foto. Non farti prendere per i fondelli... |
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Ma secondo te andavano a perdere tempo per fare una stupidaggine del genere in fase di lavorazione, con 2 riprese sulla fresa? Il.ponte gli sarebbe costato un 50% in più, indebolendo la sede delle pietre. Per me è una cosa fatta successivamente, magari da un orologiaio che ha cambiato le pietre per qualche motivo... In orologeria si fanno un sacco di cose inutili per il solo amore dei particolari, delle rifiniture e dell'estetica. Allora a cosa servirebbe l'anglage, il cote de geneve e tutto il resto? Per quanto riguarda le fresature, avranno saputo ben loro cosa fare. La domanda è: quante possibilità ci sono che un orologiaio riparatore sia intervenuto su quelle tre pietre per sostituirle contemporaneamente e apporre come firma delle perfette, inappuntabili fresature circolari? |
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In orologeria si fanno un sacco di cose inutili per il solo amore dei particolari, delle rifiniture e dell'estetica. Allora a cosa servirebbe l'anglage, il cote de geneve e tutto il resto? Per quanto riguarda le fresature, avranno saputo ben loro cosa fare. La domanda è: quante possibilità ci sono che un orologiaio riparatore sia intervenuto su quelle tre pietre per sostituirle contemporaneamente e apporre come firma delle perfette, inappuntabili fresature circolari? Non è questo il caso. Sono dei normali.ponti nichelati e incisi. Fare una ripresa in fresa per eseguire quella "finitura" più dannosa che altro per i motivi che ho detto poc'anzi, mi pare una scemata. Edited by Bullitt - 23/4/2022, 00:46 |
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Ogni tanto mi capita di leggere questi racconti fantasiosi di gente non sa neanche la differenza tra "clichè" e "tampone" (il tampone è la parte in gomma che asporta l'inchiostro dal clichè per portarlo sul quadrante... invece secondo "loro" il tampone è la parte dove si deposita l'inchiostro... il clichè non esiste e il gommino nemmeno). Quando il maestro disegnatore realizzava il logo, lo disegnava su una parete di una stanza. Poi, passaggio dopo passaggio, lo riduceva fino alle dimensioni richieste con diversi passaggi di pantografo. Alla fine si arrivava alle dimensioni del clichè. Per questo le stampe di qualità di una volta sono inarrivabili per i pasticcioni di oggi... |
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Nicola, ma gli dai pure retta? La doratura, la vernice di protezione, la rodiatura, poi togli la vernice... poi fresi E un ponte costa 2 milioni! :-))))))) |
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Il lubrificante utilizzato in quella sede è lo stesso per il cronografo n° 1 e per il cronografo n° 2; è evidente che la resa e l'efficacia nel tempo sarà diversa. Io, se fossi nei panni del proprietario del cronografo n°1, chiederei di revisionarlo ogni anno, per evitare irreparabili malfunzionamenti, dovuti all'improvvida, inspiegabile e controproducente fresatura che ha eliminato lo strato protettivo di rodio ( o nickel) mettendo a nudo l'ottone sottostante. Concordo pienamente! Propongo peraltro due iniziative delle quali ben potrebbe essere protagonista questo Forum. La prima, volta ad identificare lo sconosciuto, sfortunato ed ignaro proprietario dell'orologio di cui al ponte numero 1, in modo da poterlo mettere in guardia (chiunque possa fornire indicazioni in tal senso è invitato a farlo, anche in forma anonima). La seconda, per avviare una pubblica sottoscrizione, da parte di noi generosi forumisti, volta a fornire al predetto proprietario (il quale, in quanto palesemente sprovveduto, certamente versa in precarie condizioni finanziarie) un contributo economico per affrontare la spesa delle revisioni con cadenza annuale (o meglio, a scanso di rischi, semestrale). Grazie ancora a Rosicone1960... pardon, a Nicola1960, per aver sollevato questa spinosa questione! Fossimo tutti come lui, quanti sprovveduti collezionisti di orologi palesemente difettosi avremmo salvato! |
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Questo è un passaggio che proprio non ho ben capito. Io ho un orologio con platina e ponti in ottone, per evitare l'ossidazione dell'ottone lo sottopongo al processo di rodiatura (o doratura o nichelatura) e, successivamente, gli faccio tre (3) fresature circolari, intorno a tre (3) rubini funzionali, vanificando il lavoro precedente ? Ma voi vedete qualche ossidazione in quelle fresature? Secondo il vostro ragionamento in orologeria non bisognerebbe usare l'ottone. Stranamente non vi preoccupate dell'ossidazione sulle ruote dentate o forse credete che siano in oro? L'ottone nel caso produce un ossido così detto coerente, quindi non ci sono pericoli di distacchi. La tesi di problemi di lubrificazione per caduta di ossido nei rubini in corrispondenza di quelle fresature è francamente risibile. Sembra che stiate parlando della tana del formicaleone o del cratere di un vulcano. In ogni caso, vi domando di nuovo: vedete qualche ossidazione? Seconda domanda: assodato che sono fresature successive al processo di nichelatura fatte per togliere quei pochi micron di nichelatura a fini puramente estetici, chi credete che le abbia fatte? Eberhard o l'orologiaio sotto casa? |
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Votato per il N. 1. Manco er mitico 13zetaenne c'ha i castoni in oro come lui!!! |