Orologi & Passioni

Espressioni Napoletane

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    Visto il crescente interesse verso espressioni napoletane....vi ho preparato un piccolo elenco....


    Zompapereta
    e' una parolaccia che non ha un significato effettivo: e' offensiva e basta. La si rivolge perlopiu' alle ignare mamme di chi e' oggetto dell'insulto. Si potrebbe riferire la "pereta" per indicare la eccessiva facilita' di costume (le donne di facili costumi vengono indicate cosi') e il "zompa" potrebbe indicare un marcamento del "peretonaggio".
    'Fessarie 'e cafe
    Sono le inutili e futili 0discussioni che si svolgono seduti ad un tavolino di un bar a prendere un caffe'. Discussioni che da inutili possono diventare serie tanto da compromettere amicizie o affari.
    Liscebbùsso
    solenne bastonatura, o meglio rotta di ossa
    'A sporta d''o tarallaro
    e' quel cestino che il venditore ambulante di taralli, porta in testa, ed è anche una persona che e' costretta a continui spostamenti inseguendo il potenziale reticente cliente.
    Povero Maronna-Povero Cristo
    Il Povero Maronna e' quel personaggio il cui prossimo gli si e' accanito contro. Il Povero Cristo e' invece avversato dalla sorte.
    'A neve 'int' a' sacca
    prima i generi alimentari venivano conservati nella neve che veniva trasportata dalle montagne vicine, tramite carretti portati in tutta fretta,quindi una persona che ha molta fretta sembra che abbia 'a neve 'int''a sacca.
    Mantenere 'o carro p''a scesa
    la fatica che si deve fare per mantenere un carro su di una discesa, per evitare che questo scivoli via. Esprime in modo figurato il concetto di diplomazia.
    Pe vvintinov'e ttrenta
    è una situazione risolta positivamente all'ultimo momento. E' evidente il significato cabalistico-fallico del primo termine.
    'A messa scaveza
    e' paragonata alla cerca che le fanciulle facevano scalze per raccogliere fondi da destinare alla celebrazione di una messa votiva. Quindi una persona che fa 'A messa scaveza, al fine di ottenere i risultati prefissi, insiste oltre ogni limite con chiunque gli capiti a tiro.
    'A cca' 'a pezza e 'a cca' 'o sapone
    indica che non si fa credito. Il riferimento e' da ricercare nel baratto che facevano i rigattieri. In cambio di pezze e stracci davano sapone.
    'E recchie 'e pulicano
    vuol dire avere un ottimo udito, una capacita' di "sentere" anche il minimo bisbiglio. Il riferimento e' all'udito del pellicano perche' questo volatile riesce a sentire il pigolio dei suoi piccoli nel nido anche a grandissima distanza.
    'A mosca dinto 'o viscuvato
    pranzi poveri di sostanza e quantita' per cui si paragonava ad una mosca che nel suo volare si perde nell'immensita' di un luogo ampio quale quello di un vescovato.
    Figlio 'e 'ntrocchia
    Furbizia, scaltrezza e "sape' fa'" sono qualita' tipiche del figlio 'e 'ntocchia. Il riferimento piu' ovvio e' quello latino intra oculos (negli occhi) divenuto 'ntrocchia. Quindi questo personaggio e' capace di fare qualsiasi furbizia senza farne accorgere al malcapitato, anzi gliela fa int'a ll'uocchie.
    Culo 'e mal'assietto
    persona cui risulta difficile stare un momento ferma in un posto per irrequietezza.
    Cuopp'allesse
    una donna dalle forme tanto sgraziate da paragonarla al cuoppo che si fa con un foglio di giornale, e con cui si incartano le castagne allesse. Le castagne bagnano il foglio facendolo deformare.
    Na bona pella p''o lietto
    è una donna "di facili costumi".
    Si 'o carro nun sedogne, nun cammina
    è la bustarella, il pizzo, la tangente, la corruzione. Infatti basta ungere per ottenere a volte servizi che sarebbe nostro diritto avere.
    Lietto astritto cuccate mmiezo
    Questo detto e' un invito ad adattarsi senza troppe pretese nei casi di necessita', pur riconoscendo, nella forma, il consiglio a scegliere, comunque, il posto piu' comodo. Infatti al centro del letto la posizione, si sa, e' piu' comoda e sicura.
    Vino a una recchia
    Il vino buono, si sa, quando rivela il suo effetto fa si che la testa del bevitore si chini da un solo lato. Questo movimento maschera una delle orecchie. Nel caso contrario, cioe' quando il vino non e' buono, la testa si china in avanti ed il vino viene definito a "ddoje recchie".
    L'esercito 'e Francischiello
    Vengono cosi definite un gruppo di persone che mancano di organizzazione e potere decisionale andando allo sbando. Il riferimento e' con l'esercito borbonico di Francesco II che, dopo la sconfitta di Gaeta.'
    Cazzimma
    e' il cercare di prevalicare a tutti i costi sugli altri danneggiandoli. Quindi "tene 'a cazzimma" quella persona che alla malignita' aggiunge la cattiveria.
    Chiavica
    si intende il luogo lurido in cui convergono le acque piovane presenti nelle strade. Luogo frequentato da ogni sorta di animale putrido 'A zoccola (il topo da fogna, e si usa per offendere una donna).
    Sfaccimma
    e' una delle piu' brutte parolacce che si possa trovare nella lingua napoletana. La parola letteralmente in italiano vuol dire "sperma", puo' indicare una persona furba, in questo caso la persona si dice "figlio e sfaccimma" che non e' offensivo. L'origine viene dall'italiano "sfacciato" che vuol dire uomo intrapendente e frontato. State attenti a come usate questo vocabolo poiche' qualcuno potrebbe offendersi, perche' e' vero che ci sono molti "figli e sfaccimma" ma e' altrettanto vero che ci sono anche parecchi "uomini e sfaccimma"(uomini di nessun valore). Si puo' anche dire "Ma che sfaccimma!!"ed indica un esortazione del tipo "Ma che diamine!".......
    Guallara
    e' "l'ernia" L'origine e' tutta araba. Infatti deriva dalla trasformazione del termine arabo "'adara" in wallara (che tradotto significa appunto ernia) quindi la traformazione tutta napoletana in uallera. Altri termini sono collegati, vi troviamo: guallaruso, guallecchia.
    Alluccare
    Alzare la voce, strillare, gridare, tutti termini che in napoletano vengono rappresentati da questo termine. Vale anche come rimproverare. Quindi un bambino irrequieto viene alluccato se combina pasticci. L'origine e' sicuramente latino medievale. Infatti si indicava con alucus (quindi alucari e poi alluccare) l'allocco, quell'uccello caratteristico per i suoi strilli ed allucchi.
    Ammartenato
    è una persona che si atteggia a guappo, da spavaldo con gli altri. Deriva dal "Martino" che nel gergo malavitoso indica il coltello. Il perche' si chiami cosi' il coltello, molto probabilmente lo si deve alla presenza della spada che di S.Martino ha con se. Si puo' anche indicare, al femminile, una donna, in genere del popolo, che vuole prevalere sulle altre vuoi per bellezza vuoi per possibilita' economiche.
    Ammuccarse
    dare ascolto a verita' rivelatesi poi false. Ecco, in quel caso ci siamo ammuccati una bugia prendendola per vera.. La derivazione etimologica non puo' essere che mmoccca (in bocca), cioe' qualsiasi cosa ci dicano con la bocca, gli crediamo ingenuamente.
    Annuzza'
    sta a significare il semi-soffocamento dovuto a cibi troppo secchi o andati di traverso (succede anche quando si parla mentre si mangia). Si puo' anche indicare un qualcosa che fallisce, che non viene realizzato, che, appunto, "s'annozza". Deriva da "nuozzolo" con cui si indica il "nocciolo" della frutta che, se ingerito incautamente, s'annozza 'ncanna!
    Appicceca'
    si intende attaccare, incollare e deriva dall'italiano appiccicare. Come molte parole italiane, pero', basta cambiare la posizione dell'accento che la parola assume un significato piu' specifico. Infatti si intende litigare, attaccare briga.
    Arravuglia'
    avvolgere, incartare ma vuol anche indicare imbrogliare, raggirare, confondere. Si indica anche, come verbo riflessivo, il chiudersi nelle lenzuola o in un caldo cappotto. Per ultimo si indica anche la difficile situazione di chi si trova "arravugliato" dai troppi debiti. .
    Arrunza'
    I significati di questo vocabolo indicano sia il compiere un lavoro in maniera approssimativa e con scarsa professionalita', sia l'investire una persona. Viene dal dialetto spagnolo di Maiorca arrosar che si traduce in rifinire male.
    Arteteca irrequietezza, agitazione, movimenti continui, deriva dal tardo latino arthritica che indica quella conosciutissima malattia che colpisce le ossa delle gambe. Il riferimento alla irrequietezza e' tutto partenopeo. Per cui di un bambino in continuo movimento si dice: sta criatura tene arteteca.
    Caccavella
    è quel contenitore, in genere costruito in creta, discendente del caccavo (in rame) in cui il ragu' pensa e i fagioli pippiano. Si possono indicare con questo termine anche orologi, automobili e quant'altro si voglia ironizzare per la loro forma, a volte sproporzionata. Con il termine caccavella, si indica anche quello strumento musicale composto da un contenitore a forma di pentola ricoperta di pelle d'asino in cui e' infilata un'asticella che, strofinata con le dita della mano, produce il caratteristico suono del PUTIPU'.
    Cacciuttiello
    cane, di piccola taglia o di piccola eta', in napoletano viene sempre indicato con cacciuttiello. Il termine viene fuori dalla fusione dei due sostantivi italiani caccia e cucciolo.
    Caiòla
    e' la gabbietta in cui svolazzano gli uccellini ma l'antico termine indicava soprattutto il posto della vedetta sull'albero maestro delle navi.
    Canzo
    e' dare il tempo, l'opportunita' e l'occasione di fare qualcosa. Dal greco Kàmpto' che si traduce io piego, il canzo deriva.
    Cafone
    Il contadino, lo zotico oppure (in senso offensivo) una persona scortese e maleducata, si indica con questo termine.
    Cantero
    il vaso da notte, usato un tempo da tutti gli esseri umani. Indica anche, un uomo di poca considerazione, di poco valore. L'origine puo' essere duplice, infatti: latino: Cantharus greco: Kantharos.
    Carusiello
    e' quel contenitore di varie forme in cui si mettono le monetine ricevute, per accumularne molte e comprarne giocattoli.
    Chiachiello
    mancanza di serieta' e con scarsissima intelligenza, personaggio insopportabile, antipatico, imbecille. Sulle origini si sono fatte piu' ipotesi: 1) dal greco Blakikos (indolente,codardo) 2) Qualqhier (tipo qualunque) 3) origine onomatopeica da Clacc- come in Chiafeo (stupido,sciocco) derivato dall'incrocio di Clacc- con Babbeo. A voi la scelta. Resta comunque il fatto che oggi, purtroppo, i chiachielli ne sono parecchi.
    Chiattillo
    e' la classica piattola, il piattolone che si attacca addosso e produce fastidiosi pruriti. Si indica, in ambito scolastico, il secchione che vuole assolutamente partecipare alle lezioni anche nel caso in cui l'istituto scolastico vada deserto. Deriva dal latino Plattillum dalla forma appiattita del corpo del chiattillo.
    Currea
    indica la cintura, in genere di cuoio, che sostiene i pantaloni. La sua derivazione etimologica si trova nel latino Corrigia con cui si indicava la stessa cosa.
    Fareniello
    persona smanciosa oltre ogni limite di decenza, intrigante senza ritegno, cascamorto fuori misura, bellimbusto che crede, con il suo comportamento, di apparire persona spiritosa, ma risultando poi estremamente antipatica. E' interessante conoscere l'origine di questo vocabolo. Dovete sapere, ma molti di voi gia' lo sanno, che durante le rappresentazioni teatrali c'era il personaggio dell'amatore che doveva essere, per esigenze di copione, sempre di aspetto giovanile. Il carattere ed il comportamento da DonGiovanni, lo facevano ardente amatore ed instancabile conquistatore di cuori femminili. Per l'attore che interpretava la parte, andava bene finche' era giovane ed aitante. Quando queste qualita' venivano ad appiattirsi ed inesorabilmente eliminarsi con il trascorrere degli anni, il povero ex-giovane attore doveva in qualche modo evitare che il pubblico vedesse sul suo volto i segni del tempo. Allora si spargeva sul volto quantita' enormi di farina (antesignano del collagene) . Cosi "infarinato" l'attore poteva mascherare l'eta' e continuare ad interpretare l'amatore. Da qui' l'origine di fareniello o farinello, cioe' di persona che vuole apparire cio' che non e' affatto.
    Nacchennella
    e' colui che, per la sua stupidità, irrita oltre ogni limite, tanto da desiderare di prenderlo a ceffoni ! L'origine e' francese, infatti deriva da "n'a qu' un oeil" che significa "vedere con un occhio solo".
    Guaglione
    e' il ragazzo che sa come affrontare situazioni difficili e complicate nonostante la sua giovane eta'. In genere gira per le strade in cerca di lavoro, oppure come fissa occupazione presso bottegai (guaglione 'e puteca)
    Jacuvèlla
    il nome Giacomo e' anche indicativo di persona sempliciotta e sciocca. Quindi trasformato in jacuvella diventa un ternine indicativo di intrighi, moine chiassose
    Lloco
    si indica un luogo, un sito e tutti gli avverbi del tipo costa', in questo luogo con le sue varianti 'o vi lloco (ecco qua'), 'a lloco (da questa parte), 'o ij lloco (eccolo). La derivazione etimologica e' semplice: dal latino illo, loco che ha lo stesso significato.
    Pernacchio e pernacchia
    «Il primo è lo sberleffo forte o debole, lungo o corto, ma sempre solerte e costruttivo , insomma maschio; la seconda è uno sberleffo molle e pigro, tumido e sdraiato, come un’odalisca sui tappeti, insomma è femmina»
    Loffa
    si tratta di una parola di origine onomatopeica cioe' fa parte di quei vocaboli il cui suono imita esattamente, o quasi, la cosa che rappresenta. Come saprete con loffa si indica il peto non rumoroso ma puzzolente. Si puo' altresì indicare una donna volgare in termine dispregiativo.
    Lota
    si indica la melma, il fango. Si usa spesso anche per indicare una persona il cui comportamento e' discutibile a tal punto da considerarlo una "lota", cioe' un qualcosa di schifoso, di melmoso come lo sono gli antipatici e gli insopportabili. L'origine e' latina. Infatti con "lutum" si indicava la stessa cosa. Il plurale di "lota" e' la "lotamma" o "lutamma", direttamente dal latino "luta" a sua volta plurale di "lutum".
    Lumèra
    La lumèra indica sia la miccia che la donna volgare. Infatti per accendere un lume bisogna dar fuoco alla miccia. E basta una piccola fiammella per accenderla.
    Mantesino
    e' quel tipico grembiule che le massaie indossano per evitare di sporcarsi i vestiti da eventuali schizzi mentre cucinano.
    Mappina si intende un cencio qualsiasi, uno strofinaccio, un pezzo di stoffa con cui le casalinghe levano via la polvere dai mobili. Altro significato assume se viene rivolto ad una donna: un'offesa indicandola come persona poco seria e volgare.
    Muccaturo
    E' il termine con cui si indica il fazzoletto. L'origine e' sicuramente latina. Infatti tra i verbi latini semisconosciuti compare il "muccare" che indica, appunto, soffiarsi il naso.
    Mùmmara
    anfora in terracotta in cui veniva mantenuta l'acqua in ambienti freschi. In particolar modo sono famose le Mùmmare che le bancarelle, addobbate con limoni, vendevano colme di acqua ferrata delle sorgenti del Monte Echia (ll'acqua e' mummare).
    'Ngoppa
    si indica "su" o "sopra". Bene, e' proprio con "coppa" che si indicava "sopra" nell'italiano antico.
    'Nnaccaro
    Deriva dal caratteristico suono delle nacchere spagnole. Si puo' anche indicare una persona che compie un'azione dispettosa e poco seria.
    'Ntalliato
    si indica uno stato di smarrimento momentaneo, un imbambolarsi tipico della persona distratta che, nonostante gli si rivolga la parola, sembra essere da un'altra parte.
    'Nzallanuto
    E' la persona che sembra confusa, intontita, stordita, associato per lo piu' a persona anziana (viecchio 'nzallanuto).
    'Nzevato
    qualcosa di unto, di scivoloso. La sostituzione della "e" con "i" porta al "sivo" che ha lo stesso significato di 'nzevato.
    'NZINO s
    ignifica "in seno" oppure "nel grembo" Quando si dice "purta' 'nzino" significa "portare in seno" e si puo' anche usare per indicare "portare in braccio". Quindi si puo' dire: "Purta' nu criature 'nzino = prendere un bambino in braccio". Deriva dal latino "in sinus" che vuol dire, appunto, in seno.
    'Nziria
    e' il capriccio, il piagniucolio, la bizza fatta dal bambino. Il vocabolo molto sicuramente deriva dall'unione di "in" ed "ira". Quindi e' "andare in ira" = 'nziria'. Ci sono molti modi di dire la stessa cosa. Fra questi vi segnalo: zirria, zirra, zirruso, zirre, 'nzeriuso. 'Nzisto Si indica con
    'Nzisto
    una persona spavalda, prepotente. Anche i bambini particolarmente vivaci si dicono che sono 'Nzisti. Deriva dal latino insistere, ed in particolare dal suo presente insistens.
    'Nzuvarato
    indica qualcosa di allappante, di gustoso da morsicare. Deriva dal suvaro, il sughero che, teoricamente, addentandolo produce una sensazione piacevole.
    Pacchiano
    si indica una persona che ha cattivo gusto nel comportarsi o nel vestirsi.
    Pàppece
    e' quel fastidioso insetto che pian piano rode e fora i cereali e che si trovava spesso anche in casa. Deriva dal latino pappàre che si traduce in divorare
    Pazzariello
    La persona giocosa, briosa, gioviale, ma il termine e' molto piu' conosciuto per indicare quel tipico banditore che, accompagnato dalla musica, girava per le strade di Napoli facendo propaganda a negozi di recente apertura o di nuovi prodotti. Era in effetti quello che oggi si chiama pubblicitario. Deriva da Pazzia' che indica, come dicevo, giocare, scherzare il quale deriva dal greco paizo' traducibile in giocare ma anche pazzo o impazzire.
    Pertuso
    e' il piccolo buco, il pertugio. Tutto cio' che e' stretto e piccolo si indica con pertuso: vicolo, luogo stretto, piccolo foro.
    Pignata e' la pentola in cui si cuociono i cibi. Deriva dal latino pignata da cui deriva anche il pignatiello che e' la piccola pentola.
    Pireto
    e' quel soffio di aria non proprio odorosa che proviene dall'ano.
    Pizza
    squisita pietanza Napoletana. Sulle origini del termine si sono fatte molte ipotesi. Quella che si ritiene piu' accettabile e' la provenienza dal latino APICIA (piatto preparato dal famoso cuoco Apicio nell'antica Roma)
    Rattuso
    Uomo lascivo,libidinoso, che approfitta dei luoghi affollati per palpare le donne altrui.
    Ricchione I marinai spagnoli indossavano grandi orecchini, talmente pesanti da allungare il lobo dell'orecchio. A cio' aggiungete i lunghi periodi di navigazione senza donne che favorivano rapporti omosessuali ed percio li chiamavano ricchioni.
    Sajttèra o saittella
    e' quell'apertura che si trova ai bordi dei marciapiedi in cui affluisce l'acqua piovana sgombrata dalle strade e che porta alla condotta fognaria. E' anche il rifugio preferito dai ratti o zòccole.
    Sbariare
    e' una forma di vaneggiamento, di instancabile attivita', di delirio. Deriva dall'italiano svariare che indica, appunto, non stare mai fermi su di un proposito variando sempre ed in continuazione.
    Scarda
    e' la tipica scheggia, la scaglia, la squama. In genere si usa in senso dispregiativo (scarda 'e cesso). Deriva dal tedesco Skarda traducibile come "spaccatura".
    Scetarse
    Lo svegliare, il destarsi oppure in forma riflessiva riprendere l'attivita', riprendere vigore, diventare astuto.
    Seccia indica colui che porta sfortuna. I nefasti eventi possono accadere o per la sua quantomai inopportuna presenza (Me puorte seccia), oppure per le sue tragiche previsioni (Nun fa' 'a seccia). Il legame con la seppia e' intuitivo: spruzzare il nero del malaugurio..
    Sciammeria
    si indica una lunga giacca con coda, una gentiluomo, oppure l'atto sessuale. Deriva dallo spagnolo "chamberga" poiche' durante il Risorgimento a Benevento il partito della "giamberga" era quello degli aristocratici mentre quelli della "giacchetta" erano i rivoluzionari. Quindi da allora per indicare coloro che si atteggiano da signori si dice che indossano una "sciammeria". La connessine con l'atto sessuale la si puo' trovare, appunto, nella baldanza e nel vanto di una "sciammeria" che alcuni uomini si "fanno".
    Sciasciòna
    indica una donna grassa e simpatica, bisogna partire da sciascia' che vuol dire tranquillita' e serenita'. Sciasciarse e' godersi una situazione particolarmente gradevole.
    Scugnizzo
    il ragazzo di strada che si diverte con gli altri per i vicoli di Napoli. Il termine deriva da uno dei classici giochi che si faceva tra monelli : o' strummolo. (dal greco strombos che si traduce in trottola) Scopo principale del gioco era quello di scugnare (da Scugna' che deriva dal latino ex-cuneare traducibile in rompere con forza) lo strummolo dell'avversario.
    Scumma'
    Si indicano con scumma' due azioni: schiumare e colpire al naso tanto forte da far sanguinare copiosamente.
    Scurnuso dal verbo scuorno vuol dire, come dice la parola stessa, avere vergogna o scorno.
    Solachianiello
    Si occupava della riparazione delle scarpe. Insomma il ciabattino, il calzolaio. E' una parola composta da sula' e chianiello
    Strangulaprievete
    indichiamo gli gnocchi. In origine gli gnocchi erano di pasta tanto dura da strozzare gli ingordi preti !
    Stuppolo e' il tappo,
    o stoppaccio fattodi stoppa, ed anche una persona a noi non gradita per le sue intemperanze.
    Tavùto = cassa da morto
    Tofa è una conchiglia di mare da cui si puo' ricavare un suono soffiandoci dentro, oppure e' quel suono prolungato che indica l'entrata e l'ingresso da stabilimenti (celebre la "tofa" del porto), oppure puo' essere un'insulto all'indirizzo di madre o sorella altrui.
    ‘Ngarra’ = indovinare

    Sfruculià = sgretolare e stuzzicare

    Campà = sopravvivere

    Arrepecchia’ = gualcire, raggrinzire

    ‘Nzurarse = sposarsi, prendere moglie

    Mastrillo = trappola per topi =

    Scòppola = scapaccione che toglie la coppola dal capo

    Pelèja = pretesto per dar luogo a una contesa

    ‘Ncigna’ = inaugurare

    Sfizio = gusto, voglia

    Cianciùso = vezzoso, grazioso

    Sparàgno = risparmio

    Zita e zitella = sposa e sposa mancata

    Edited by giovigior - 27/9/2006, 15:55

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    "Non ti agitare, non ti spaventare; ogni cosa si chiarirà Non ti turbare, non ti allarmare; ogni cosa si sistemerà ." Questa è la Via della legge naturale. Quando i saggi nutrono il loro spirito, utilizzano con delicatezza la loro energia e procedono sulla Via. In questo modo seguono l'evoluzione di tutte le cose e rispondono ai cambiamenti di tutti gli avvenimenti.
     
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    CITAZIONE (delizia** @ 27/9/2006, 15:51)
    sei un dizionario italiano/napoletano!

    ...non sei neanche capo sacchett... -_-

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    guarda sotto l'avatar!!!

    "Non ti agitare, non ti spaventare; ogni cosa si chiarirà Non ti turbare, non ti allarmare; ogni cosa si sistemerà ." Questa è la Via della legge naturale. Quando i saggi nutrono il loro spirito, utilizzano con delicatezza la loro energia e procedono sulla Via. In questo modo seguono l'evoluzione di tutte le cose e rispondono ai cambiamenti di tutti gli avvenimenti.
     
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    ciao capo sacchetta!

    "Non ti agitare, non ti spaventare; ogni cosa si chiarirà Non ti turbare, non ti allarmare; ogni cosa si sistemerà ." Questa è la Via della legge naturale. Quando i saggi nutrono il loro spirito, utilizzano con delicatezza la loro energia e procedono sulla Via. In questo modo seguono l'evoluzione di tutte le cose e rispondono ai cambiamenti di tutti gli avvenimenti.
     
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    grandissimo...stupendo

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    Grande!!!!

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    Complimenti Giovanni x il dizionario!!! :D :D :D

    Ho venduto a: giovigior - oronew - Francesco 22222 - kikkomega - mara2054 - ciomauro - blueyesdream - casualfirm
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    CITAZIONE (drummer66 @ 27/9/2006, 16:58)
    .... che bello il dialetto :D napoletano

    pardon, ma non trattasi di dialetto.

    piuttosto di lingua napoletana ;)

    da Wikipedia

    jpg Verae Amicitiae Sempiternae Sunt.

    - L'alta gamma (haut de gamme) è il livello di riffiniture. Infatti, gamma = proccedimento meccanico, alta = non poco. Non è la complicazione che qualifica l'orologio nell'alta gamma è il grado di rifiniture che fa la differenza. Giulio Papi

    - 'e voglia a mettere rum, chi nasce strunz' nun po' addiventà babbà

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    Sei un grande!

    Complimenti ;)

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13 replies since 27/9/2006, 15:50
 
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